GIS4Peace – La pace. Uno spazio possibile. Martedì 1 dicembre 2026, Assisi
Le mappe non scelgono da che parte stare.
Noi sì.
2026
- Martedì9:00 – 17:30
- DoveSala della Conciliazione, Assisi
Ingresso gratuito
GIS4Peace
Le tecnologie geospaziali hanno un'origine militare e ancora oggi vengono associate soprattutto a un uso tattico: individuare un obiettivo, pianificare un'operazione, controllare un territorio. È una lettura parziale.
Le stesse immagini satellitari e gli stessi strumenti di analisi servono a:
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Documentareuna violazione, per renderla dimostrabile.
Confrontare due immagini satellitari dello stesso luogo mostra cosa è cambiato. Con dati verificati e fonti incrociate, quella differenza diventa una prova da portare davanti a istituzioni e tribunali.
Ne parliamo con Samanta Paladino Amnesty International Italia e Lorenzo Vita UNODC.
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Proteggerele persone e i territori, prima che la crisi arrivi.
Siccità, alluvioni, conflitti: molte crisi si annunciano prima di esplodere. Incrociare dati satellitari e informazioni sul territorio permette di individuare le aree più esposte, dare l'allarme in tempo e intervenire prima che a pagare siano le persone più fragili.
Ne parliamo con Rohini Sampoornam Swaminathan UNICEF e Federica Chiozza FAO.
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Raggiungerecomunità che nessuna carta segnala.
Insediamenti informali, campi di sfollati, villaggi e aree rurali isolate: dove le mappe ufficiali non arrivano si soccorre alla cieca. Mapparli li fa esistere nei piani di intervento.
Ne parliamo con Valerio Salvitti JRC e Irene Freni Medici Senza Frontiere.
Per dimostrare che una mappa può essere uno strumento di pace, scegliamo il posto giusto: Assisi, a ottocento anni dalla morte di San Francesco.
Chi opera per la pace e chi possiede la competenza geospaziale lavorano oggi su binari paralleli e si incontrano di rado: l'obiettivo della giornata è farli incontrare e costruire da qui un'alleanza stabile.
Programma
Gli interventi con questa bandierina sono in inglese
Mattina
Modera Prof.ssa Flavia Marcacci
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Registrazione e welcome coffee
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Saluti istituzionali
- Antonio Natale, ideatore dell'evento e Direttore Tecnico TeamDev Ecosystem
- Valter Stoppini, Sindaco del Comune di Assisi
- Fabio Barcaioli, Assessore della Regione Umbria
- Massimiliano Presciutti, Presidente della Provincia di Perugia
- Flavio Lotti, Presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace
- Daniel Lurie, Sindaco di San Francisco
- Jack Dangermond, Esri
- Massimiliano Mazzer, Esri Italia
- Andrea Cruciani, presidente dell'associazione Innova I-Hub e CEO di TeamDev Ecosystem
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Mappare il terreno comune
Il GIS sostiene la pace con due poteri: quello informativo, che trasforma i dati in evidenze condivise, e quello aggregante, che porta gli attori allo stesso tavolo. Il keynote mostra, con esempi dagli usi fondamentali del GIS, come i due poteri si uniscano per…
Il GIS sostiene la pace con due poteri: quello informativo, che trasforma i dati in evidenze condivise, e quello aggregante, che porta gli attori allo stesso tavolo. Il keynote mostra, con esempi dagli usi fondamentali del GIS, come i due poteri si uniscano per fare ciò di cui la pace ha più bisogno: mappare il terreno comune.
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Raccogliere prove, costruire giustizia
Samanta Paladino, Amnesty International Italia
Satelliti, video e analisi delle armi aiutano Amnesty International a ricostruire ciò che è accaduto, collegare i fatti alle responsabilità e riportare al centro le persone. Quando chi partecipa a una guerra cerca di nascondere le proprie tracce, anche una mappa…
Satelliti, video e analisi delle armi aiutano Amnesty International a ricostruire ciò che è accaduto, collegare i fatti alle responsabilità e riportare al centro le persone. Quando chi partecipa a una guerra cerca di nascondere le proprie tracce, anche una mappa può diventare parte delle prove.
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Informazione geospaziale per la pace e la sicurezza: l'esperienza di UNODC
L'integrazione di percezione remota e GIS consente a UNODC di generare evidenze geospaziali per supportare analisi strategiche e politiche pubbliche, contribuendo alla stabilità, alla sicurezza e alla resilienza dei territori.
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Dove i rischi convergono: usare le evidenze geospaziali per prevenire le crisi umanitarie e sostenere la pace
Rohini Sampoornam Swaminathan, UNICEF
Le tecnologie geospaziali sono spesso associate alla risposta alle crisi, al monitoraggio dei conflitti e alla gestione dei disastri. Eppure il loro contributo maggiore alla pace potrebbe stare più a monte: aiutare governi, organizzazioni umanitarie e comunità a…
Le tecnologie geospaziali sono spesso associate alla risposta alle crisi, al monitoraggio dei conflitti e alla gestione dei disastri. Eppure il loro contributo maggiore alla pace potrebbe stare più a monte: aiutare governi, organizzazioni umanitarie e comunità a individuare i rischi emergenti prima che diventino emergenze.
Partendo dalle esperienze maturate in diverse agenzie ONU, l'intervento esplora come l'analisi geospaziale possa sostenere un approccio alla costruzione della pace orientato alla prevenzione. Combinando osservazione della Terra, dati climatici e socioeconomici, comprese misure di vulnerabilità dell'infanzia, l'intelligence geospaziale può rivelare dove pressioni sovrapposte, come siccità, alluvioni, insicurezza alimentare, sfollamenti e mancanza di accesso ai servizi sociali, stanno creando condizioni che minacciano la sicurezza umana.
L'intervento mostrerà come le evidenze spaziali sono state usate per sostenere l'azione anticipatoria, la pianificazione della preparazione, la definizione delle priorità nell'uso delle risorse e l'erogazione equa dei servizi in contesti fragili. Presenterà inoltre il lavoro in corso sul Global Child Hazard Database, che riunisce diverse dimensioni di rischio per i bambini e offre una base per comprendere come stress climatici, ambientali e sociali convergano a livello geografico.
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Mappare i sistemi agroalimentari, comprendere il territorio: il contributo dell'informazione geospaziale della FAO nei contesti fragili
Crisi prolungate, eventi climatici estremi e conflitti hanno conseguenze profonde sui sistemi agricoli, sull'accesso alle risorse naturali e sulla sicurezza alimentare. Comprendere l'entità e la distribuzione di questi impatti è particolarmente complesso nei…
Crisi prolungate, eventi climatici estremi e conflitti hanno conseguenze profonde sui sistemi agricoli, sull'accesso alle risorse naturali e sulla sicurezza alimentare. Comprendere l'entità e la distribuzione di questi impatti è particolarmente complesso nei territori in cui l'accesso diretto è limitato o impossibile.
La Geospatial Unit della Land and Water Division della FAO utilizza immagini satellitari ad alta risoluzione, intelligenza artificiale e tecnologie di analisi geospaziale per monitorare le trasformazioni del territorio, valutare i danni alle aree agricole e alle infrastrutture produttive e analizzare gli effetti delle emergenze sui sistemi agroalimentari.
Attraverso l'integrazione di dati di osservazione della Terra, statistiche agricole e indicatori socioeconomici, queste analisi consentono di colmare importanti lacune informative, offrendo elementi concreti per valutare gli impatti delle crisi e orientare gli interventi di emergenza e recupero.
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Il GIS per la conoscenza situazionale della Commissione Europea: mappare i paesi colpiti da disastri e conflitti
I sistemi informativi geografici (GIS) sono sempre più importanti per sostenere l'azione umanitaria nelle aree colpite da disastri, conflitti e sfollamenti. Combinando informazioni su pericoli, distribuzione della popolazione, accessibilità, infrastrutture e…
I sistemi informativi geografici (GIS) sono sempre più importanti per sostenere l'azione umanitaria nelle aree colpite da disastri, conflitti e sfollamenti. Combinando informazioni su pericoli, distribuzione della popolazione, accessibilità, infrastrutture e comunità vulnerabili, il GIS aiuta le organizzazioni umanitarie a comprendere meglio i bisogni e il modo più efficace per far arrivare gli aiuti.
L'intervento mette in luce il ruolo del GIS attraverso esempi tratti dalle Daily Maps di DG ECHO (prodotti operativi che offrono ogni giorno un quadro di un evento o di una situazione significativa), realizzate dal team ECML del JRC. Attraverso casi di studio da Siria, Myanmar e Ucraina, esplora sia i metodi utilizzati sia le difficoltà incontrate nel mappare gli impatti di disastri naturali e di origine umana nelle aree colpite da conflitti. Tra gli esempi: il terremoto Türkiye-Siria del 2023, il terremoto in Myanmar del 2025, il crollo della diga di Nova Kakhovka nel 2023 e l'evento di inquinamento che ha interessato il fiume Dnestr nel 2026.
Questi eventi mostrano come i disastri interagiscano spesso con vulnerabilità preesistenti, tra cui conflitti, sfollamenti ed emergenze umanitarie complesse. L'intervento illustra inoltre le metodologie usate nella produzione delle Daily Maps di DG ECHO e le difficoltà di valutare gli impatti umanitari in contesti in cui le informazioni affidabili scarseggiano o l'accesso alle aree colpite è limitato. In queste situazioni l'analisi geospaziale è una fonte essenziale di evidenze a sostegno della conoscenza situazionale, della valutazione degli impatti e di decisioni informate.
Il GIS è più di uno strumento per mappare i disastri. Aiuta a individuare aree e popolazioni colpite, valutare i vincoli di accesso, comprendere i potenziali impatti umanitari e sostenere gli interventi di risposta. Aiuta la comunità umanitaria a capire meglio dove pericoli, vulnerabilità e conflitto si intersecano, rendendo possibili decisioni più informate e tempestive durante le emergenze.
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Il GIS in MSF: da strumento di guerra a strumento di cura
Irene Freni, Medici Senza Frontiere
Le mappe sono spesso, e sempre più, associate alla guerra. In MSF il GIS Centre aiuta a ribaltare questo paradigma: produciamo mappe che sostengono le decisioni operative e l'azione medico-umanitaria, migliorando l'accesso alle cure delle comunità colpite, tra le…
Le mappe sono spesso, e sempre più, associate alla guerra. In MSF il GIS Centre aiuta a ribaltare questo paradigma: produciamo mappe che sostengono le decisioni operative e l'azione medico-umanitaria, migliorando l'accesso alle cure delle comunità colpite, tra le altre crisi, da conflitti in contesti fragili.
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Q&A con i relatori
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Quello che una mappa non dice, costruire la civiltà dell'amore
Simone Tropea, Corpus International
Una mappa mostra confini, distruzioni, spostamenti. Non mostra i volti di chi li vive. Dalle zone di guerra in Ucraina e in Terra Santa, una riflessione su tecnologia, etica e persona: perché i dati diventino pace, la conoscenza del territorio deve farsi cura…
Una mappa mostra confini, distruzioni, spostamenti. Non mostra i volti di chi li vive. Dalle zone di guerra in Ucraina e in Terra Santa, una riflessione su tecnologia, etica e persona: perché i dati diventino pace, la conoscenza del territorio deve farsi cura dell'altro.
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Chiusura della sessione mattutina
Pomeriggio
Dalle 14:30 alle 17:30, nella Sala DigiPASS di Santa Maria degli Angeli – Palazzo del Capitano del Perdono, Piazza Garibaldi
Workshop tecnico GIS
14:30 – 16:00
Una sessione pratica condotta dallo staff di esperti GIS di TeamDev Ecosystem. Si lavora su casi d'uso concreti: dall'uso di immagini satellitari e dati geografici alla costruzione di mappe e analisi che documentano un territorio e aiutano a decidere.
- Cosa portareIl proprio computer, se possibile.
- SoftwareSi utilizzano le versioni gratuite di ArcGIS.
- Crediti formativiPer i professionisti, da concordare con il proprio ordine.
- IscrizioneCome per l'evento: seleziona il pomeriggio nel modulo.
Mapathon
16:00 – 17:30
Realizzato in collaborazione con Map For Future, laboratorio di volontariato cartografico che usa la cartografia digitale e OpenStreetMap a sostegno delle aree più svantaggiate del mondo.
- Cosa portareIl proprio computer, se possibile.
- Crediti formativiPer i professionisti, da concordare con il proprio ordine.
- IscrizioneCome per l'evento: seleziona il pomeriggio nel modulo.
Chiusura dei lavori
Segui la diretta
La mattinata di GIS4Peace sarà trasmessa in diretta su YouTube, dalle 9:30 alle 13:30. Il link alla diretta è riservato agli iscritti; al termine dell'evento il video sarà pubblicato qui.
Chi parla
Otto interventi da Nazioni Unite, istituzioni europee, organizzazioni umanitarie e per i diritti umani, giornalismo e industria geospaziale.
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OC
10:30, keynote di apertura
Olivier Cottray
Esri
Director of Humanitarian Solutions
Mappare il terreno comune
Olivier Cottray è Director of Humanitarian Solutions di Esri, dove aiuta le organizzazioni umanitarie a ottenere il massimo dalle soluzioni Esri e sviluppa buone pratiche per la comunità GIS umanitaria globale. Prima ha guidato la Information Management Division del Centro internazionale di Ginevra per lo sminamento umanitario (GICHD), sviluppando il sistema IMSMA, e ha lavorato alla logistica delle agenzie ONU presso lo United Nations Joint Logistics Centre. Ha applicato per la prima volta il GIS all'aiuto umanitario nel 2002, quando ha contribuito a fondare MapAction.
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SP
10:50 · Documentare
Samanta Paladino
Amnesty International Italia
Head of Digital Unit
Raccogliere prove, costruire giustizia
Professionista della comunicazione digitale con oltre 18 anni di esperienza. Ha sviluppato e guidato la presenza digitale di Amnesty International Italia fin dagli inizi e oggi coordina l'Unità Digital, lavorando su strategie e campagne di comunicazione online.
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LV
11:10 · Documentare
Lorenzo Vita
UNODC
Geospatial Information Officer, Illicit Crop Monitoring Programme
Informazione geospaziale per la pace e la sicurezza: l'esperienza di UNODC
Ha sviluppato la propria carriera nell'ambito dei Sistemi Informativi Geografici (GIS) e della ricerca ambientale. Oggi è Geospatial Information Officer presso l'Illicit Crop Monitoring Programme (ICMP) dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) a Vienna, e ha contribuito alla progettazione e all'implementazione di programmi di assistenza tecnica per sistemi nazionali di monitoraggio delle coltivazioni illecite.
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RS
11:30 · Proteggere
Rohini Sampoornam Swaminathan
UNICEF
Climate and Environment Data Unit
Dove i rischi convergono: usare le evidenze geospaziali per prevenire le crisi umanitarie e sostenere la pace
Esperta di tecnologie geospaziali con quasi 15 anni di esperienza internazionale nei settori umanitario e dello sviluppo. Lavora nella Climate and Environment Data Unit di UNICEF e in precedenza ha collaborato con il Programma alimentare mondiale (WFP), l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), UNDP, UNITAR e il programma NASA DEVELOP. Ha una laurea triennale e una magistrale in Ingegneria geomatica, un MBA e un diploma post-laurea in diritto ambientale.
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FC
11:50 · Proteggere
Federica Chiozza
FAO
Land and Water Officer, Geospatial Unit
Mappare i sistemi agroalimentari, comprendere il territorio: il contributo dell'informazione geospaziale della FAO nei contesti fragili
Land and Water Officer presso la Geospatial Unit della Land and Water Division della FAO dal 2018. Laureata in Scienze Naturali, con specializzazione in Conservazione e Gestione della Biodiversità, ha una consolidata esperienza nell’utilizzo di sistemi informativi geografici (GIS), telerilevamento e dati di osservazione della Terra per l’analisi dell’uso del suolo, il monitoraggio agricolo e la conservazione della biodiversità. Dal 2004 ha lavorato come esperta GIS per la FAO e la Banca Mondiale, collaborando inoltre con Sapienza Università di Roma e con l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).
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VS
12:10 · Raggiungere
Valerio Salvitti
JRC, Joint Research Centre della Commissione Europea
Geologo e GIS Analyst
Il GIS per la conoscenza situazionale della Commissione Europea: mappare i paesi colpiti da disastri e conflitti
Geologo e GIS Analyst presso l'unità Disaster Risk Management (JRC.E.1) del Joint Research Centre di Ispra, consulente esterno della Commissione Europea. Dal 2018 cura la situational awareness quotidiana, tra cui la Daily Map e il Daily Flash su disastri e crisi umanitarie, e contribuisce allo sviluppo del sistema GDACS, in particolare per gli allarmi vulcanici. In precedenza è stato cartografo freelance per le Nazioni Unite (missione UNSOS) e all'Università Roma Tre.
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IF
12:30 · Raggiungere
Irene Freni
Medici Senza Frontiere
Intersectional GIS Advisor, GIS Centre
Il GIS in MSF: da strumento di guerra a strumento di cura
Dopo diversi anni nei progetti di MSF (Sud Sudan, Uganda, Guinea, Repubblica Democratica del Congo) come architetta e logista, si è appassionata al GIS durante l'epidemia di Ebola del 2014–2016. Ha studiato Geospatial Science and Technology all'Università di Roma Tor Vergata e nel 2021 ha iniziato la sua seconda carriera in MSF come GIS Advisor di MSF Francia; dal 2025 è Intersectional GIS Advisor.
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ST
13:15, intervento di chiusura
Simone Tropea
Corpus International
Giornalista, inviato di guerra. Cofondatore e direttore generale di Corpus International
Quello che una mappa non dice, costruire la civiltà dell'amore
Simone Eligio Tropea è filosofo, scrittore e analista geopolitico. Dottore di ricerca in Filosofia presso l'Universidad Rey Juan Carlos di Madrid, studia le relazioni tra ideologie, religioni e potere politico.
Ha vissuto tre anni a Gerusalemme e ha lavorato in diversi scenari di crisi e trasformazione politica, dall'Ucraina alla Siria, da Israele e Palestina a Cuba e all'America Latina. Collabora con Limes, occupandosi in particolare delle radici culturali e ideologiche dei conflitti contemporanei.
Tra i suoi libri: «Il vero problema sono gli stupidi» (2018), «Generato e non creato» (2021), «Una guerra metafisica» (2024) e «La religione del caos mondiale» (2026).
È cofondatore e direttore generale di Corpus International, direttore di Altri Sud e direttore generale della Fondazione Le Idee di Chicco.
Modera la mattina
Prof.ssa Flavia Marcacci
Flavia Marcacci è professoressa associata di Storia della scienza e delle tecniche all'Università di Urbino “Carlo Bo”, nel Dipartimento di Scienze Pure e Applicate. Nata a Marsciano (Perugia, 1976), si è laureata in Filosofia all'Università di Perugia e ha conseguito due dottorati, alla Pontificia Università Lateranense e all'Università di Urbino. Dal 2013 al 2024 ha insegnato Storia del pensiero scientifico alla Facoltà di Filosofia della Lateranense; ha insegnato inoltre Filosofia della scienza al Rome Global Gateway della University of Notre Dame ed è stata visiting professor all'Università di Lille. Si occupa di storia della logica, della matematica e dell'astronomia, dall'antichità a Galileo, e del rapporto tra scienza, filosofia e teologia. Ha interessi ed esperienza di coordinamento nell'ambito dell'epistemologia e della formazione nelle scienze e tecnologie per la promozione della pace. Nello specifico, in passato ha diretto il Ciclo di studi in Scienze della Pace presso la Pontificia Università Lateranense a Roma. Tra i suoi libri: «Galileo Galilei, una storia da osservare» (2015), «Intervista a Galileo» con William R. Shea (Carocci, 2015) e «Cieli in contraddizione. Giovanni Battista Riccioli e il terzo sistema del mondo» (2018). Ha ricevuto la Medaglia Del Monte per la storia della scienza.
Partecipa
- Quando
- Martedì 1 dicembre 2026Dalle 9:00 alle 17:30
- Dove
- Sala della ConciliazionePalazzo dei Priori, Piazza del Comune, AssisiWorkshop e mapathon del pomeriggio: Sala DigiPASS di Santa Maria degli Angeli, Palazzo del Capitano del Perdono, Piazza Garibaldi, Santa Maria degli Angeli
- Ingresso
- GratuitoL'iscrizione è unica: nel modulo si può selezionare anche il pomeriggio.
Aggiungi al calendario
Iscriviti
L'iscrizione è gratuita. Dopo l'invio riceverai una email di conferma con il tuo codice personale.
Come raggiungerci
La Sala della Conciliazione si trova nel Palazzo dei Priori, in Piazza del Comune, nel cuore del centro storico di Assisi.
In treno da Roma
Da Roma Termini c'è un treno diretto per Assisi, con alcune corse al giorno. In alternativa, un regionale con cambio a Foligno.
La stazione di Assisi è a Santa Maria degli Angeli, nella valle: per salire in centro si prende il bus urbano o un taxi.
In treno da Milano
Non c'è un collegamento diretto. Da Milano Centrale si arriva a Firenze Santa Maria Novella con l'Alta Velocità, poi un regionale per Assisi (alcune corse dirette, altre con un cambio). In alternativa si può passare da Roma.
Il viaggio richiede diverse ore: per essere in sala alle 9:00 conviene valutare di arrivare il giorno prima.
In auto
Da Roma servono circa 2 ore e 20 minuti. Da nord: A1 fino all'uscita Valdichiana, poi Perugia e la superstrada SS75 fino all'uscita Assisi.
I parcheggi consigliati sono nella mappa qui sotto.
Dove parcheggiare
I parcheggi a pagamento più comodi per raggiungere Piazza del Comune e il Palazzo dei Priori.
- Mojano: il più comodo per raggiungere Piazza del Comune.Vedi su Maps
- Piazza Matteotti: nella parte alta della città.Vedi su Maps
- Porta Nuova: all'ingresso sud-orientale del centro.Vedi su Maps
- Giovanni Paolo II: vicino alla Basilica di San Francesco, di solito il più affollato.Vedi su Maps
Informazioni indicative: controlla orari e tariffe prima di partire su Trenitalia e Saba (parcheggi).
Organizzato da FIWARE Innova I-Hub in collaborazione con TeamDev Ecosystem
FIWARE Innova I-Hub
FIWARE Innova I-Hub è un'associazione senza scopo di lucro che promuove l'innovazione tecnologica in Italia attraverso formazione, consulenza e co-progettazione di soluzioni tecnologiche. È il primo Digital Innovation Hub della rete FIWARE attivo in Italia e accompagna enti e imprese nella trasformazione digitale, in particolare negli ambiti Smart City e Smart Agri-Food, con l'obiettivo di trasformare i territori in «Smart Lands» capaci di generare benessere e una migliore qualità della vita.
TeamDev Ecosystem
TeamDev Ecosystem è Gold Partner Esri, specializzato nello sviluppo di Sistemi Informativi Geografici a beneficio degli attori dello Sviluppo Sostenibile.














